Il rischio più grosso, è che le nuove tecnologie scoraggino i genitori, e li inducano a rinunciare al loro ruolo di guida ed alla loro autorità sui figli. E' difficile esercitare autorità in territori sconosciuti, su cose che non si conoscono.
Già dai tempi dei primi videoregistratori si è visto come i figli erano più abili dei genitori nel farli funzionare. In molti casi erano i genitori che dovevano imparare dai figli ad usarli. Non sempre, però spesso. Con i computer, i telefonini ed infine Internet, le cose sono peggiorate.
Per millenni i bambini hanno condiviso l'immagine del genitore onnisciente che sa tutto. La conoscenza si è tramandata, letteralmente, di padre in figlio. Le cose stanno cambiando. Adesso sono i figli che acquisiscono la conoscenza e la trasmettono ai genitori. Non sempre, ma sempre più spesso.
Per millenni, almeno nella cultura occidentale, una delle tappe fondamentali della crescita era il momento in cui il ragazzo, ormai grande, si rendeva conto che i suoi genitori, soprattutto il padre, non erano onniscienti ed onnipotenti. Ne cominciava a mettere in dubbio l'autorità assoluta e si sentiva autorizzato ad avere le proprie idee e fare le proprie scelte. Non era più una trasgressione ma un diritto. Era il momento in cui i genitori sospiravano: "Sta crescendo... è un'età difficile..."
Questo momento si sta progressivamente spostando dalla tarda alla prima adolescenza. I ragazzi si rendono conto molto presto dell'esistenza di vaste aree della vita, in cui hanno più competenza dei genitori. Si tratta di aree vitali nell'organizzazione sociale: la tecnologia, l'informatica, le comunicazioni, la gestione delle informazioni.
La diffusione degli strumenti di comunicazione, in primo luogo TV ed Internet, costringono anche i giovanissimi a confrontarsi continuamente con opinioni e valori diversi da quelli trasmessi dalla famiglia. Se da una certa età in poi questo si chiama pluralismo, libera circolazione delle idee, cultura, ed è una condizione che rende possibile la libertà di pensiero e lo sviluppo delle capacità di critica e discernimento, prima di una certa età questo rischia di creare confusione e di sminuire l'autorevolezza genitoriale. L'autorevolezza genitoriale è qualcosa che per i bambini e - in modo diverso - per gli adolescenti, è indispensabile per crescere bene.