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Una città invisibile.... Se capite questo potete saltare tutto il resto
Immaginiamo di essere genitori di un figlio di età compresa tra i 10 ed i 15 anni, e di trasferirci in una grande megalopoli di cui non conosciamo nulla, neanche la lingua. Diciamo New York o Tokio o Rio.

Una città sconosciuta piena di cose nuove e interessanti, di gente di tutte le razze, di possibilità d'incontri, di esperienze, di lavoro, di successo, ma anche piena di rischi e di cose sconosciute.

Immaginiamo che, mentre noi facciamo fatica ad ambientarci, orientarci e imparare la lingua, ci accorgiamo che nostro figlio manifesta una capacità di ambientamento molto maggiore della nostra. E' naturale. E' giovane, impara facilmente la lingua, impara a muoversi, a prendere i mezzi pubblici, comincia a conoscere persone, comincia a frequentare posti e ritrovi.

Immaginiamo ancora di confrontarci con altre due famiglie appena trasferitesi nella stessa città insieme alla nostra. Anche loro con figli della stessa età del nostro ed anche questi, più esperti dei genitori  nel muoversi nel nuovo ambiente. Ciascuna delle due famiglie ci spiega le sue scelte educative.

La prima famiglia ci dice che secondo loro in quella città ci sono molti pericoli, troppi: traffico, criminalità, droga... Loro hanno deciso che finché il loro figlio non diventa maggiorenne, esce da casa il meno possibile e non incontra nessuno. Poi si vedrà.

La seconda famiglia dice che poiché in quella città tutti i ragazzi sono liberi di fare quello che vogliono e poiché la città offre infinite possibilità di fare esperienze, conoscere gente, studiare, trovare lavori interessanti e ben retribuiti, loro hanno deciso che il figlio può uscire quando e come vuole, andare dove vuole, incontrare chi vuole, e fare quello che vuole.

Questi genitori hanno rinunciato a controllarlo, perché la città è troppo grande. Non gli chiedono nemmeno dove va e cosa fa, tanto non conoscono nulla di quella città. Anche se lui raccontasse, loro non capirebbero lo stesso. Sperano che non combini guai.

Ma tra il permissivismo totale ed il totale controllo, esiste una terza possibilità.

Potreste prendere vostro figlio e tenergli un discorso di questo tenore.

“Ok, muoviti liberamente, perché è importante che tu ti ambienti bene in questa città, perché è qui che dovremo vivere per il resto della nostra vita. Però non sei libero di andare dove vuoi.

Sappiamo che in questa città ci sono quartieri malfamati. In questi quartieri si pratica la prostituzione, lo spaccio di sostanze, il gioco d'azzardo. Gente senza scrupoli cerca costantemente nuove vittime. All'inizio sembra tutto affascinante. I pericoli non si vedono subito. Si conosce gente affascinante, "fuori di testa", alternativa, ma poi ti trovi nei guai senza neanche sapere come sia accaduto. Non sappiamo dove siano questi quartieri, sappiamo che non hanno confini ben definiti e ci si può trovare dentro senza accorgersene. Non vogliamo che tu li frequenti. Se ti trovi ad entrarci per caso, escine subito.

Sappiamo che si sono locali malfamati, dove si trovano persone che vanno in cerca di avventure. Questi locali non sono distinguibili a prima vista da quelli per la gente per bene. Noi non vogliamo che tu li frequenti. Se entri per caso in uno di questi locali, escine subito, e poi dicci dov'è e come si chiama, perché noi possiamo segnalarlo alla polizia.

In questa città ci sono molte proposte per giovani: sportive, culturali, ricreative, associative ed anche lavorative. Vogliamo che tu te ne scelga qualcuna e che ci faccia sapere cos'hai scelto, cosa fai, dove e con chi. Ci sono molti ragazzi e ragazze con cui farai amicizia, noi vogliamo conoscerli. Ci sono molti posti in cui le persone affidabili possono divertirsi in maniera sana, noi vogliamo che tu frequenti quei posti e quelle persone.

In molti locali ci sono slot-machine. Non vogliamo che giochi con le slot-machine. Ci sono ritrovi dove vendono alcolici anche ai ragazzi. Non vogliamo che tu consumi alcolici. Ci sono posti dove danno spettacoli osceni e ci lasciano entrare anche i minorenni. Non vogliamo che tu vada a vederli. Ci sono prostitute che adescano i clienti per strada, e non badano all'età. Non vogliamo che tu vada con loro.

Anche in posti affidabili frequentati da gente per bene, ci possono essere persone apparentemente serie, che invece sono dei mascalzoni, abilissimi ad ingannare gli altri per arrivare dove vogliono. Per questo noi vogliamo che tu sia educato con tutti, ma che non ti fidi di nessuno incontrato per caso. Per sapere se puoi fidarti o no di chi hai incontrato, devi parlarne con noi. Non conosciamo la città ma conosciamo la vita un po' meglio di te.

Dovrai dirci dove vai prima di andarci, e quando torni dovrai dirci dove sei stato e con chi. Qualche volta usciremo con te, ci farai vedere i luoghi e le persone che frequenti e le attività che svolgi. Dovrai avere pazienza, dovrai spiegarci come si fa ad arrivare, quali mezzi bisogna prendere. Abbiamo anche bisogno che tu ci aiuti a capire come ci si comporta, ad esempio in metropolitana o al cinema o in un net-point, per non fare brutte figure. Non abbiamo il tempo di conoscerla tutta questa città, ma tu potrai farci conoscere almeno le zone che a te piacciono di più.

Tutte queste cose c'interessano perché c'interessi tu.

Poiché il nostro compito è anche quello di controllare, qualche volta verremo nei posti dove tu dici di andare, per vedere se veramente tu sei lì.

Infine, sappiamo che è facile per i ragazzi come te prendere qualche grossa cantonata e finire nei guai. Se ti capiterà vogliamo che tu ce lo dica. Ti sgrideremo e ti castigheremo, ma ti aiuteremo a venirne fuori. Il guaio più grosso che può capitarti, e che noi ci accorgiamo che tu sei nei guai senza che ce l'abbia detto tu."

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