C'è violenza e violenza, ma dal punto di vista dei pericoli per i minori, della protezione e della sicurezza, non fa molta differenza. Per nostra comodità la divideremo in due tipologie: quella morbosa e quella di denuncia.
Quella morbosa si divide a sua volta in estrema e quotidiana.
Quella estrema è proprio estrema – non si fanno sconti per chi è debole di stomaco - ed è molto gettonata. Non scenderò nei dettagli.
La violenza quotidiana è invece, per intenderci, la normale ripresa con il cellulare in una normale scuola, del normale pestaggio in cinque contro uno. Tutte cose normali fatte da persone normali.
Ho la sensazione che questo tipo di filmati possano, a lungo andare, avere effetti più devastanti di quelli che presentano scene di violenza estrema e irrealistica.
In queste scene di normale violenza quotidiana non c'è sangue, nessuno muore, molti anzi si divertono. C'è quel preoccupante messaggio di normalità quotidiana, di qualcosa che si fa perché è divertente. Qualcosa che fanno anche quelli normali, come me.
Esistono anche filmati di violenza immessi nei circuiti Internet da organizzazioni umanitarie a scopo di documentazione o denuncia, per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto accade nel mondo: stragi, violenza urbana, violazione dei diritti umani, maltrattamenti agli animali.
Questo consola poco, perché si tratta di materiale che visionato da bambini o da adolescenti, può essere ugualmente disturbante, tanto più che si finisce per vederlo separato dal messaggio di denuncia che originariamente lo accompagnava.