La pedopornografia non nasce dentro la Rete. Questo è ovvio.
Foto e filmati vengono prodotti in ambienti fisici: abitazioni, stanze di albergo, studi fotografici attrezzati, luoghi all'aperto. Però è grazie ad Internet che può proliferare.
Non si può affermare che sia nata con Internet. Esisteva anche prima, ma era un fenomeno clandestino e limitato. Da quando esiste Internet, il fenomeno è esploso. E' facile capirne i motivi.
Internet ha creato degli sbocchi commerciali per un prodotto che in precedenza era molto difficilmente distribuibile. Ha aperto dei mercati, e la produzione di pornografia infantile da artigianale è diventata industriale.
Chiunque può produrre pornografia infantile a livello "hobbistico", e può facilmente distribuirla. Chiunque con un piccolo investimento può produrre pornografia infantile a livello "professionale" e venderla.
Internet ha risolto anche il problema delle distanze e della distribuzione della merce. Così si può facilmente produrre in una remota regione del pianeta, ed avere già venduto il prodotto il giorno dopo in qualsiasi altra parte del mondo.
E' opinione di molti che quest'industria abbia a sua volta allargato il mercato. L'abbondanza della merce ha stimolato la curiosità, facendo aumentare le persone interessate alla pedopornografia, quindi alla pedofilia.
Non è invece un'opinione, ma un fatto, che quest'industria ha cominciato a cercare la sua materia prima su larga scala, e non più in piccole quantità amatoriali. La materia prima, purtroppo, sono i bambini.
Internet ha reso più facile anche l'organizzazione del turismo sessuale. Con un po' di pazienza si possono trovare, sparse per il mondo, sordide agenzie turistiche strizzano l'occhio al potenziale cliente lasciandogli capire quello che intuite.
Una stima dell'Eurispes di alcuni anni fa stimava che il numero di bambini oggetto di sfruttamento solo sessuale (pornografia, prostituzione, turismo sessuale ed altro) si aggirava intorno ai due milioni. C'è chi sostiene che il numero reale sia molto superiore.