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Molestatori: pedofili, molestatori, predatori sessuali
Il termine "pedofilo"
Stampa e televisione, e molti siti anche qualificati in Internet, usano il termine "pedofilo" in senso molto lato.

Nell'accezione usata dai media, il termine indica contemporaneamente sia chi molesta o tenta di molestare, sia chi prova attrazione fisica (sessuale) verso minorenni di qualsiasi età.

La pedofilia invece, dal punto di vista psichiatrico, è una condizione clinica, una malattia, se preferite. Si tratta di un ben definito disturbo della sfera sessuale.

Tale disturbo è caratterizzato dall'attrazione per bambini prepuberi o che hanno appena raggiunto la pubertà. Chi prova attrazione per ragazze o ragazzi, anche giovanissimi ma sessualmente maturi, non può essere considerato affetto da pedofilia, clinicamente parlando.
L'International Classification of Diseases dell'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la pedofilia (F65.4) come “...una preferenza sessuale per ragazzi di solito in età prepube o pubere iniziale.”, e aggiunge che "Un episodio isolato , specialmente se il protagonista è egli stesso un adolescente, non comporta la presenza della persistente e preminente tendenza richiesta per la diagnosi.”

Il DSM-IV, bibbia diagnostica dell'American Psychiatric Association, cui fanno ampio riferimento gli psichiatri di tutto il mondo, è ancora più restrittivo. Per porre una diagnosi di pedofilia richiede che ci siano “Per un periodo di almeno sei mesi, fantasie ricorrenti e fortemente eccitanti sessualmente, bisogni sessuali o comportamenti che comportino attività sessuali con un bambino pre-pubere o con bambini (generalmente al di sotto dei 13 anni).”

Entrambe le classificazioni concordano sul fatto che la pedofilia è un disturbo che colpisce quasi esclusivamente soggetti di sesso maschile. Si calcola che sul totale degli abusi, quelli compiuti da donne adulte non superino il 5%.

Queste definizioni nosologiche significano in sostanza che un episodio isolato di molestie a bambini anche prepuberi, in alcuni casi potrebbe non essere ancora del tutto sufficiente a stabilire con certezza una diagnosi di pedofilia.

Esistono proposte di classificare tra le patologie psichiatriche anche l'attrazione morbosa ed esclusiva per soggetti in età adolescenziale post pubere. Sono stati proposti i nomi di pederastia o efebofilia per l'attrazione verso i ragazzi e ninfofilia o corefilia per quella verso le ragazze. Fino ad ora queste proposte non hanno ricevuto molta attenzione nella comunità psichiatrica internazionale.

Il fatto che il molestatore non sia un pedofilo, non significa affatto che non può essere perseguito. Viene però perseguito in quanto molestatore, appunto, non in quanto pedofilo. La legge del resto punisce le azioni, e non le patologie. Semmai la presenza di una patologia può in alcuni casi costituire un'attenuante.

Non in questo caso però, poiché la pedofilia è considerata una patologia che non affievolisce la capacità d'intendere e di volere né intacca il discernimento etico e morale. Insomma un pedofilo che abusa, a differenza di uno schizofrenico che uccide, sa quello che fa, sa che non dovrebbe farlo, e sa quali sono le conseguenze, per sé e per la vittima.

Le definizioni date dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'American Psychiatric Association trovano riscontro anche nei vocabolari (ufficiali) della lingua italiana. Cito, tra quelli consultabili online.

Il De Mauro definisce la pedofilia: “Devianza sessuale caratterizzata da attrazione erotica verso i bambini, spesso associata a feticismo e sadismo”.

Il Vocabolario Sapere DeAgostini: “Perversione sessuale caratterizzata da attrazione erotica verso soggetti sessualmente immaturi”.

Il Sabatini Coletti: “Perversione sessuale di chi riversa l'interesse erotico sui bambini, indipendentemente dal loro sesso”.

Per finire, la prestigiosa Encyclopedia Britannica: “Disturbo psicosessuale in cui l'eccitazione e la gratificazione sessuale avviene soprattutto attraverso il contatto sessuale con bambini prepuberi”.
Il termine pedofilo, così come viene utilizzato dai media, non differenzia quindi l'età verso la quale sono diretti gli impulsi sessuali, e accomuna il desiderio sessuale verso soggetti prepuberi con quello verso soggetti che invece hanno raggiunto non solo la maturità sessuale, ma addirittura l'età del consenso, che in Italia ed in altri sette paesi europei è fissata a 14 anni (a 15 anni in altri 9 paesi, ed in Spagna addirittura a 13).

L'accezione comune del termine "pedofilo" inoltre non distingue chi commette o tenta di commettere abuso, da chi invece ha un buon controllo dei propri impulsi, ed è semplicemente affetto da una patologia di cui non ha colpa, e per la quale non esistono cure.

Infine, il termine pedofilo distrae l'attenzione da tutte quelle persone che pur non essendo affette da pedofilia, possono ugualmente rivelarsi molestatori.

Per tutte queste considerazioni, mi sembra che il termine "molestatore" (corrispondente all'inglese "offender" sia più preciso, comprendendo sia pedofili che non pedofili, sia persone che hanno perpetrato un abuso, sia persone che lo stanno progettando.

Segnalo la recente diffusione del termine "predatore sessuale", mutuato dalla lingua inglese, che anche trovo straordinariamente appropriato.
"Molestatore" è meglio...
 
 
 
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Questo sito non si occupa di pedofilia. Per chi volesse saperne di più, ecco alcuni suggerimenti. Si tratta di siti che offrono informazioni divulgative, ma scientificamente corrette sulla pedofilia.

Nella pagina dedicata alle risorse educative, sono invece elencati, tra gli altri, siti che si occupano della lotta alla pedofilia ed alla pedopornografia.

Sito informativo di prevenzione della pedofilia, del Moige (Movimento Italiano Genitori). Informazioni chiare, concise, facilmente comprensibili, soprattutto corrette. Di rapida lettura. Contiene delle guide schematiche sulla prevenzione attraverso l'educazione e su come comportarsi con la vittima di abuso.

Voce "pedofilia" in Wikipedia, e giacché ci siete anche tutte gli articoli correlati, in primo luogo pedopornografia. Per chi conosce l'inglese è consigliabile consultare anche le corrispondenti voci della sezione in lingua inglese; pedophilia e child pornography.

Accenni di cyberpedofilia, sul sito Dipendenze.com. Articolo di Lucia Bertolacci sugli aspetti psicologici pedofilia e dei pedofili. Molto esaustivo, comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

L'inferno della pedofilia. Cause, effetti e prevenzione di un fenomeno devastante: l'analisi di una psicoterapeuta. Articolo di Clotilde Masina Buraggi sul sito Nonluoghi, che tratta l'argomento in maniera un po' più ampia, ma comprensibile anche per i non addetti ai lavori.

Violenze sui minori: conoscere per prevenire, dal sito "Il villaggio della salute". Di lettura facile, ma non per questo meno valido dal punto di vista scientifico.

Come proteggere bambini e adolescenti dagli abusi sessuali. Quaderno del Telefono Azzurro (2008). Vengono riportate in maniera concisa ma esaustiva anche informazioni sulla pedofilia e sui pedofili.


Decisamente più per gli addetti ai lavori

La Pedofilia in rete. Tesi di laurea di Antonella Barile. Un approfondimento molto dettagliato sul fenomeno della pedofilia in Internet. Purtroppo non si ha la data di pubblicazione. Scaricabile da questo sito.


Linee guida in tema di abuso di minori (2007)  (SINPIA - Società Italiana Neuropsichiatria Infazia e Adolescenza). Dettagliatissmo, bibbia per gli operatori del settore. Scaricabile anche in formato compresso.







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