Sarebbe utile persuadere la vittima a cambiare indirizzo di posta elettronica ed a non frequentare più i siti o le chat infestate dal cyberbullo. Questo comporta l'interruzione di tutti gli altri rapporti creatisi in quella comunità, scelta che non sempre la vittima è disposta a fare.
Il genitore può imporla d'autorità, ma questo potrebbe essere visto dal ragazzo come una penalizzazione per averne parlato. Se necessaria, è una decisione che va adottata comunque.
Persuadete il giovane navigatore, che la cosa più sbagliata da fare è quella di dare corda al persecutore: supplicarlo di smettere, rispondergli per le rime, mostrarsi arrabbiati.
Al massimo va inviato un solo messaggio: "Ho informato i miei genitori, che hanno fatto denuncia alla Polizia. Hai le ore contate". Solo questo messaggio, poi basta.
Se la persecuzione è insistente, se si prolunga per più di due settimane, se il contenuto dei messaggi persecutori diventa troppo pesante, soprattutto se contiene minacce o ricatti, potete realmente segnalare l'azione persecutoria alla Polizia.
L'azione del cyberbullo può essere segnalata al moderatore della chat o ai proprietari degli eventuali blog o degli altri siti sui quali il bullo lascia i suoi messaggi.
Chat e Forum di solito hanno dei moderatori. Nelle chat si può trovare nell'elenco di quelli che sono connessi. Accanto al suo nome c'è scritto "moderatore". Nei forum il suo indirizzo di posta elettronica è sempre indicato.
Si può mandare un messaggio a queste persone, facendogli presente quello che sta accadendo, e chiedendogli di "bannare", cioè di espellere a vita, dalla chat o dal forum il molestatore.
Se la chat non ha il moderatore, non è consigliabile che venga frequentata da ragazzi.
Se i messaggi persecutori sono registrati in siti dove continuano ad essere visibili, rintracciate il gestore del sito, il moderatore del forum o il creatore del blog, e chiedetegli di cancellarli.
Se gli episodi di cyberbullismo sono avvenuti in una comunità virtuale, è relativamente facile chiedere l'intervento dei gestori. Di solito nella presentazione della comunità e delle sue regole, viene spiegato come fare.
Anche in questo caso cercate e cliccate sul sito, finché non trovate indirizzi per il contatto. Guardate se da qualche parte c'è l'indirizzo di uno che si chiama webmaster. Informate lui.
Se avete fatto installare programmi filtro, cercate di bloccare almeno l'indirizzo di posta elettronica del bullo.
Le azioni di molestia possono essere segnalate anche al vostro ISP, Internet Service Provider, il vostro fornitore di Internet.
Con alcuni programmi specifici e con una certa dose di conoscenze informatiche, è possibile risalire all'IP del cyberbullo. l'IP è il numero unico che individua ogni computer connesso con la rete in un dato momento. Con quello,diventa relativamente facile identificare il persecutore. Magari voi no, ma la polizia si.
Il semplice comunicare al nostro amico che abbiamo il suo IP e che siamo in grado di stanarlo, può essere sufficiente perché questi decida di concludere precipitosamente la sua carriera di bullo.
Informazioni utili su queste operazioni sono sul sito Cyberbulling.org (purtroppo in inglese).