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Protezione minori Internet: regole per bambini e ragazzi
Navigazione sicura: le regole per i ragazzi (pagina 4)
Sicurezza dei bambini in iternet
Regola #12. Riferire ai genitori ogni cosa sospetta
 
Ogni cosa sospetta o fortemente trasgressiva va riferita obbligatoriamente e d'ufficio ai genitori, i quali a loro volta decideranno se segnalare o denunciare alle autorità.

Persone che fanno domande troppo insistenti su argomenti privati, quali il lavoro dei genitori, orari, abitudini e altre cose che rientrano nelle informazioni che non devono essere fornite.

Persone che fanno domande o entrano in argomenti intimi o riguardanti il sesso.

Siti che hanno come argomento attività sessuali, specie se molto anomale. A seconda dell'età e delle vostre scelte in materia di educazione sessuale, potete essere più o meno espliciti nello spiegare quali siano le attività sessuali anomale.

Meglio evitare però di restare troppo sul vago. La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze la sa già lunga su queste cose. Se non volete essere troppo espliciti, potete dirgli qualcosa come "Scene di sesso che non sono quelle normali che si vedono nei film, nella pubblicità o al Grande Fratello". Capiranno.

Vanno anche riportati siti con informazioni illegali o istigazioni a illegalità, reati, o danni contro altre persone o contro se stessi: confezionare bombe, coltivare marijuana, acquistare o consumare droghe, commettere suicidi, scassinare casseforti, odio razziale...

Sicurezza adolescenti internet
Regola #13. Essere educati
 
Non riguarda direttamente la sicurezza dei bambini o degli adolescenti in Internet, ma e' una regola utile lo stesso.

Per motivi che non starò a spiegare, la comunicazione scritta favorisce lo sviluppo di un linguaggio colorito, caratterizzato da termini forti e da affermazioni categoriche ed inappellabili.

Specie negli adolescenti, già di loro portati ad usare espressioni non convenzionali, questo linguaggio tracima facilmente verso l'offensivo e talvolta verso il volgare. Magari molto efficace, ma proprio per questo ancora più offensivo.

Dategli la regola che soprattutto nel linguaggio scritto occorre saper esprimere le proprie opinioni senza offendere.

Nel tempo si è sviluppato un corpo di regole specifiche di buona educazione in rete, la così detta "netiquette", che in italiano potremmo tradurre con "netichetta". Se ne sono occupati anche ricercatori universitari.

Se avete voglia potete andarvele a cercare da soli con un motore di ricerca (tipo Google o Yahoo), ma sono regole piuttosto tecniche, che forse non interessano troppo i vostri figli.

Per loro è sufficiente la regola che, Rete o non Rete, bisogna comportarsi e parlare in maniera educata.
sicurezza dei bambini e degli adolescenti in Internet
Regola #14. Il tempo su Internet
 
Negli incontri che faccio con i genitori, una delle domande che mi vengono fatte più spesso è "Quante ore al giorno posso lasciare mio figlio d'avanti al computer?"

Quasi tutti i siti che si occupano di minori e computer decretano non più di due ore, qualcuno anche meno.

Considerando il tempo che resta seduto a scuola, a fare i compiti, davanti al televisore, penso che il limite delle due ore al giorno sia ragionevole, se non volete fargli passare su di una sedia tutta l'infanzia e tutta l'adolescenza.

Mi sembra anche che una media di due ore al giorno (che equivale a 14 settimanali) sia il tempo massimo per qualsiasi attività di svago o d'interesse, fosse anche lodevole come la lettura della Divina Commedia.

Penso però che la domanda sia posta male. La formulazione giusta dovrebbe essere "Quali attività può fare per più tempo e quali per meno?"

L'espressione "stare al computer" è generica e fuorviante. "Al computer" si possono fare cose utili, costruttive e educative, come inutili, dannose, pericolose. Quello che va stabilito non sono solo gli orari in assoluto, ma soprattutto gli orari per fare cosa.

Trovo più sensato stabilire che per alcune attività possa essere concesso più tempo, per altre meno.

Se un ragazzo ha dei progetti specifici che ritenete validi, ad esempio crearsi la sua pagina web o il suo blog, o creare una presentazione con le foto che avete scattato durante l'estate, a quel progetto può essere assegnato un budget suppletivo di ore. Tra le altre cose, questo lo incentiverà a cercarsi attività utili e finalizzate, piuttosto che bighellonare qua e là per la rete, chattare o fare altre cose senza un obbiettivo preciso.

Quindi ricapitolando, circa due ore (massimo) al giorno se usa il computer in maniera utile e finalizzata. Meno se non fa nulla di utile. In qualche caso e per periodi limitati anche un po' più tempo, se ne ha bisogno per portare a termine progetti specifici.

Le due ore giornaliere comprendono tutte le attività "al computer", incluse quelle non Internet (videogiochi, ad esempio). Non devono includere, ovviamente, le attività di studio richieste dalla scuola, o compiti specifici eseguiti su richiesta dei genitori, come ad esempio stampare foto o cercare la farmacia di turno più vicina.

Al fine di limitare i rischi di dipendenza, forse è meglio stabilire degli orari non fissi. Lunedì niente, martedì due ore, mercoledì e giovedì un'ora, ecc.

Almeno un giorno alla settimana, almeno uno, imponetegli astinenza completa.
Regola #15. Le sanzioni
 
Potete stabilire a priori quali devono essere le sanzioni per la prima infrazione e per le recidive.

Io sarei moderatamente severo per le prime infrazioni e particolarmente severo per le recidive.

Penso che la sanzione per eccellenza debba essere la proibizione di usare il computer. Diciamo da mezza giornata fino ad un masimo di una settimana.

Ovviamente sta a voi decidere.
PAGINA 3
  1. Non si compilano moduli
  2. Non si fanno acquisti
  3. Non si accettano regali
  4. Non si deve essere boccaloni
  5. Il materiale piratato
  6. La posta elettronica
PAGINA 1
  1. Internet non è un giocattolo personale
  2. I genitori possono controllare
  3. Il computer dev'essere accessibile

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PAGINA 4
  1. Riferire ogni cosa sospetta
  2. Essere educati
  3. Il tempo su Internet
  4. Le sanzioni
PAGINA 2
  1. I genitori decidono cosa si può fare e cosa no
  2. Non si danno informazioni personali

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