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Protezione minori Internet: regole per bambini e ragazzi
Navigazione sicura: le regole per i ragazzi (pagina 1)
Regola #1. Internet non è un giocattolo personale
 
Nessun ragazzo metterebbe in dubbio il diritto dei genitori di sapere e di controllare dove va e cosa fa, e nessuno si sognerebbe di portare in casa persone estranee senza chiedere il permesso ai genitori e senza presentarle.

I ragazzi sanno che la loro vita sociale si svolge sotto il controllo parentale. Raramente i figli mettono in discussione questo fatto. Fanno molte cose di nascosto dai genitori ma difficilmente dicono loro "Voi non avete il diritto di controllarmi".

Ora si dà il caso che un computer con un accesso ad Internet rientri nella sfera delle relazioni sociali e non nell'inventario degli oggetti posseduti. Regalare un accesso ad internet somiglia più al regalare una viaggio studi all'estero, per esempio, che non al regalare una macchinina telecomandata.

La macchinina uno la usa da solo e come vuole. Il viaggio all'estero, che invece significa muoversi in posti e tra persone sconosciuti, può avvenire solo all'interno di un contesto di regole tanto più strette quanto più il viaggiatore è giovane.

Quando vanno in gita i ragazzi sono tutt'altro che liberi di fare quello che vogliono o di incontrare chiunque desiderino. Il controllo parentale resta presente per tutto il viaggio.

Resta presente attraverso le persone cui il genitore affida il compito della sorveglianza, che garantiscono che i ragazzi  frequentino solo certi posti, che abbiano contatti solo con certe persone e che seguano determinate regole di comportamento. I genitori restano presenti anche attraverso le famose telefonate serali: "Cosa avete fatto oggi? Cosa avete visto? Dove sei stato? Ti stai divertendo? Ti sei comportato bene? Mi raccomando!"

La prima regola che il giovane navigatore deve riconoscere, è quindi che le gite su Internet devono svolgersi sotto controllo e secondo regole precise.
Regola #2. I genitori possono controllare
 
La porta spazio-temporale. Occorre liberarsi dall'idea che il computer, quello collegato ad Internet, sia un oggetto o un giocattolo privato, o che Internet costituisca un passatempo al pari di costruzioni, solitari, macchinine telecomandate.

Anche se visivamente può sembrare abbastanza simile ad un normale oggetto, ad un televisore per esempio, il funzionamento di un computer collegato in Rete è analogo a quello del dispositivo di teletrasporto della serie televisiva "Startreck" o alla porta spazio-temporale del film "Stargate": un saltino e ti ritrovi su pianeti lontanissimi, tra razze aliene.

Quel che è peggio, è che anche loro, gli alieni, un saltino e sono nella tua stanza. Speriamo non siano alieni ostili.

Quando regalate una connessione Internet a vostro figlio, spiegagli bene che non gli state dando un trenino elettrico o una scatola di costruzioni, ma un viaggio all'estero. Meglio ancora, gli state installando appunto una porta spazio-temporale, come quella che si vede nel film (e nella serie) "Stargate". Uno strumento potentissimo e pericoloso. Attraverso questa porta i cattivi di tutte le galassie possono irrompere nel vostro soggiorno.

Il concetto di porta spazio-temporale sposta la motivazione del controllo dalla mancanza di fiducia verso vostro figlio, alla oggettiva pericolosità delle razze aliene che possono varcare quella soglia. Questo vi evita di dare a vostro figlio la sensazione di non fidarvi di lui, o di trovarvi nella posizione contradittoria di chi dice di fidarsi, ma controlla ugualmente.

"Di te mi fido, ma quelli hanno armi che tu potresti non essere in grado di affrontare da solo", è un messaggio più coerente e accettabile. Se avete visto "Stargate", il film, questo concetto è molto facile da comprendere.

Il controllo della porta spazio-temporale significa che tra le regole potete inserire anche, che in qualsiasi momento potrete controllare cosa sta facendo con la connessione Internet, e più in generale con il computer. Potete aprire i file, controllare le cartelle, vedere cosa viene scaricato dai programmi di condivisione, verificare con chi chatta, con chi scambia posta elettronica...

Tutto questo in maniera analoga a quanto avviene nella vita reale, dove in qualsiasi momento i genitori possono controllare, per esempio, se i figli sono davvero dal compagno o dalla compagna di scuola a fare i compiti o se sono andati da qualche altra parte.

Può anche essere richiesta la loro collaborazione attiva. Niente password sconosciute ai genitori, niente posti segreti, proibito cancellare la cronologia di navigazione, obbligo di riferire e mostrare che uso si è fatto del computer, quali siti si sono visitati, quali esperienze si sono avute, quali file si stanno scaricando, quali si stanno facendo scaricare ad altri.

Potete anche provare a promuovere vostro figlio dal ruolo di controllato a quello di controllore, invitandolo a segnalarvi i possibili alieni, perché questi possano poi essere segnalati alla Polizia.
Regola #3. Il computer dev'essere accessibile
 
Compatibilmente con le possibilità logistiche, il computer andrebbe posizionato posti che presentano certe caratteristiche.

Dev'essere in un ambiente condiviso da tutta la famiglia, ad esempio soggiorno o sala da pranzo. In questo modo il giovane navigatore saprà di essere sotto controllo e sarà meno soggetto a cedere a tentazioni.

Contemporaneamente vanno tutelati almeno gli aspetti fondamentali della privacy. Chi è al computer ha il diritto di fare le sue cose senza che il fratellino, la sorellina o la vicina che viene a trovarvi, possano ficcarci il naso con troppa facilità. Quindi in vista, ma non troppo. I fratelli devono sapere che non è educato sbirciare.

Dev'essere un ambiente sufficientemente tranquillo perché il computer possa essere usato anche per attività di studio o anche non di studio, che richiedano tranquillità e concentrazione.

In realtà queste condizioni sono difficilmente conciliabili tra loro. Inoltre con il diminuire dei costi dei computer, aumentano le famiglie che hanno più computer (uno per ogni figlio, più uno per i genitori), o che acquistano computer portatili.

Decidete voi quindi la disposizione logistica più ragionevole nel vostro caso.

Quello che è importante, è che il giovane navigatore sappia che il genitore ha diritto di verificare in qualsiasi momento l'uso che viene fatto del computer, proprio come può controllare cosa il figlio legge, con chi parla al telefono o con chi esce.

Quindi se il computer è nella sua stanzetta, mamma e papà possono in qualsiasi momento entrare per guardare in quali acque il cibernauta sta navigando.

Poiché la possibilità di controllo cessa quando i genitori sono fuori casa, sarebbe anche consigliabile che l'accesso ad Internet fosse interdetto quando questi sono entrambi assenti. Direi che più si tratta di bambini piccoli, più questa regola andrebbe scrupolosamente osservata.

D'altra parte, più un bambino è piccolo, meno può essere lasciato a casa da solo. Quindi forse si tratta di una regola inutile.
PAGINA 1
  1. Internet non è un giocattolo personale
  2. I genitori possono controllare
  3. Il computer dev'essere accessibile

PAGINA 3
  1. Non si compilano moduli
  2. Non si fanno acquisti
  3. Non si accettano regali
  4. Non si deve essere boccaloni
  5. Il materiale piratato
  6. La posta elettronica
La città invisibile - sicurezza minori in Internet
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PAGINA 4
  1. Riferire ogni cosa sospetta
  2. Essere educati
  3. Il tempo su Internet
  4. Le sanzioni
PAGINA 2
  1. I genitori decidono cosa si può fare e cosa no
  2. Non si danno informazioni personali

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