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Il p2p, detto anche peer to peer, file sharing o scambio file
Il P2P (peer to peer, che in inglese si pronuncia pier-tu-pier e vuol dire da pari a pari) è detto anche file sharing (che in inglese si pronuncia fail scering e vuol dire condivisione di file). In italiano possiamo chiamarlo "scambio di file", o "condivisione di file".

In sintesi, uno ha un file (per esempio una canzone, un'immagine, un filmato) sul proprio computer. Con particolari programmi fa in modo che altre persone da altri computer possano scaricarlo, cioè trasferirlo, copiarlo sul loro disco rigido, così quel file lo avranno anche loro.

Si possono anche trasferire sul proprio computer file che si trovano su quelli di altre persone, in altri posti del mondo.



Naturalmente questo con il permesso dei singoli interessati.

L'operazione di trasferire sul proprio computer i file presi da altri si chiama download e si pronuncia daunload (più o meno).

L'operazione opposta (del proprio computer a quelli altrui), di chiama upload e si pronuncia apload.

I file più scambiati sono i famosi "mp3", che sono file di musica. Seguono gli "avi" e i "divx", file di video. Molto scambiati sono anche i programmi software.

Cos'è il peer to peer (p2p)
 
 
 
Come si fa
Per fare questo ci sono, come si diceva, dei programmi particolari. Tra i più diffusi ci sono eMule e Kazaa, che esistono in una miriade di varianti (eMule plus, shareazaa, ecc.) In passato hanno avuto grande popolarità programmi come Napster, il capostipite, e WinMX. Un altro sistema abbastanza usato di condividere file, è Bit Torrent.

Questi programmi sostanzialmente fanno le stesse cose, anche se in maniera differente.

1. Permettono all'utente di indicare in quali cartelle si trovano i file che devono essere condivisi, cioè quelli che possono essere visti e copiati da altri utenti di altri computer.

2. Permettono di compiere delle ricerche, scrivendo il nome del file (titoli di canzoni, di film, nome dei programmi) che si vuole trovare. Il programma lo cerca tra i file condivisi di chi è in quel momento collegato alla Rete con lo stesso software di condivisione, ad esempio eMule.
Se quel file c'è, il programma dice all'utente che il file è disponibile, e se l'utente vuole, comincia a scaricarlo (a fare il download).

Più spesso occorre mettersi in lista d'attesa, ed aspettare il proprio turno.

Con lo stesso sistema anche gli altri possono trovare i vostri file, e mettersi in lista d'attesa per trasferirli sui loro computer.

Se ci sono più utenti che hanno lo stesso file, il programma può copiarlo contemporaneamente da più computer diversi, un pezzetto da questo ed uno da quello, e il download va più veloce.

Se io spengo il computer o se lo spegne quello da cui sto scaricando, il download s'interrompe. Quando riaccendo il computer ed il programma trova qualcun altro che ha lo stesso file, lo scaricamento riprende dal punto in cui si era interrotto.


Il lato positivo di queste operazioni è palese. Se si ha una connessione veloce (ADSL) i ragazzi possono procurarsi a costo zero quasi tutto: film, musica (interi CD tali e quali all'originale), spettacoli o programmi registrati da TV, teatro, immagini, fumetti e persino libri. Ci sono gli spot dei Caroselli anni '60 (avete presente il Robot Tic che voleva sposare la lavatrice Candy?), ci sono le gag di Paperissima, c'è anche "Il settimo sigillo" di Bergman in DVD, che ormai in commercio risulta esaurito da tempo. Si può scaricare anche quasi tutto il software esistente, giochi compresi. Una pacchia insomma.

Esiste tuttavia un lato oscuro, anzi più di uno.

Purtroppo, tra i file in condivisione, quelli cioè che gli altri utenti ci permettono di scaricare, c'è molto materiale che sarebbe preferibile non fosse così liberamente accessibile ai giovanissimi.

Il repertorio comprende ogni possibile perversione sessuale, compresa quella cui state pensando voi in questo momento (qualunque essa sia), violenza, torture, ed il catalogo completo dei deprecati video privati fatti con i telefonini.

Particolarmente disgustosi sono i cosiddetti snuff (pronuncia snaff), ovvero video che riprendono scene di morte o di violenza in diretta, che ovviamente più sono cruente più sono gettonate.

Molti di questi filmati sono dei falsi. Non per questo turbano ed inquietano di meno.

Abbondano scene di esecuzioni capitali, qualche suicidio, torture inflitte a prigionieri lasciamo perdere di chi, e altre cose così. A proposito, se vi siete persi al TG certe scene di decapitazione dal vivo...





Rischi e vantaggi
Aspetti legali

Cos'è
Come si fa
Rischi  vantaggi
Aspetti legali
Precauzioni
Approfondimenti

Molti, anche esperti giuristi, ritengono che la cultura, e i prodotti dell'ingegno umano (quindi anche film, musica e programmi) dovrebbero essere liberi e liberamente distribuibili, e ritengono pertanto che le leggi che ne vietano la distribuzione, siano ingiuste.

Però la legge è legge, e come genitori avete il dovere di insegnare ai vostri a non trasgredirla. Lo faranno lo stesso a vostra insaputa, ma voi non potrete essere ritenuti responsabili.

In realtà sono molti i genitori che hanno deciso di chiudere un occhio sullo scambio dei file. Se decidete di farlo anche voi, chiudere un occhio, fate almeno una piccola riflessione su quello che segue.

Nel momento in cui esplicitamente o implicitamente autorizzate vostro figlio a svolgere un'attività illegale, sia pure, secondo alcuni, ingiustamente illegale, dovrete dargli una giustificazione del perché quest'attività, e solo questa, può essere da voi tollerata, le altre no.

Se non lo fate, vostro figlio potrebbe facilmente generalizzare e pensare che anche altre cose, che "in teoria sarebbero illegali", si possono fare lo stesso.
A parte il rischio di essere esposti a qualche figurina porno e di vedere qualche scena un po' più violenta del solito, il p2p sembrerebbe un'attività utile e redditizia. Con l'aiuto di vostro figlio potete farvi un'intera videoteca o una collezione musicale di tutto rispetto a costo zero.

Peccato che le pene previste dalla legge in Italia, e praticamente in tutti i paesi occidentali, per chi duplica illegalmente materiale protetto da diritti d'autore (film, musica e programmi informatici), sono piuttosto severe. In certi casi possono superare le pene previste per altri reati apparentemente più gravi: violenza carnale, omicidio, pedofilia.

Nonostante questo in Italia e nel resto del mondo, copiare e scambiare materiale protetto da diritti d'autore resta un'attività diffusissima: CD musicali, video DVD, programmi informatici.

Proibire a vostro figlio di copiarsi l'ultimo CD del suo gruppo preferito o di scaricarsi un filmetto da internet, potrebbe essere scambiato per un eccesso di rigore, che per di più comporta che poi il CD dovrete comprarglielo voi.

Questo renderà contenti quelli della SIAE, e forse anche vostro figlio. Forse un po' meno voi.

Per l'altro rischio, l'esposizione a contenuti inadatti, valgono le regole generali.

Controllare cosa vostro figlio scarica e condivide. Chiedetegli come funziona il programma che usa. Fatevi mostrare direttamente dal programma quali file sta scaricando e quali quelli che ha e che lascia scaricare dagli altri.

Spesso i file a contenuto pornografico vengono mascherati con nomi innocenti. Non limitatevi dunque ai semplici titoli, chiedetegli di aprirli, cioè di farvi vedere cosa contengono. Se si tratta di film, chiedete di visionarli. Spiegate senza ambiguità quali sono i tipi di file che non volete che lui scarichi o guardi.

Anche così, la possibilità di evitare esposizione a materiale inidoneo è limitata. Se uno vuole, può benissimo riuscire a nascondere quello che vuole.

Ma anche se uno non vuole. Dal momento che file a contenuto osceno sono spesso mascherati con nomi fasulli, può facilmente capitare che vostro figlio si scarichi in buona fede "Alla ricerca di Nemo" salvo scoprire che in realtà si tratta  di pornografia.
Precauzioni
Qualche volta è proprio questa la giustificazione che i ragazzi portano, quando vengono sorpresi con le mani nel sacco: "Non sapevo che si trattava di questo, pensavo che fosse un cartone..." Non saprete mai se è vero o no, ma non importa. Quello che importa è che abbiano recepito le regole.

Siate pronti a parlare di quello che si può trovare. Potreste anzi spiegargli in anticipo cosa può trovare, e chiedergli di informarvi quando lo trova. Potete fare questo, ad esempio, con l'aiuto della miniguida per ragazzi sul download, predisposta dal Progetto Easy4 e scaricabile gratuitamente (e legalmente).

Non si rischia così di stimolare la curiosità e invogliare ricerca?

Esiste questo rischio. Allora decidete voi in base alle cose che sapete di vostro figlio, come comportarvi.

Considerate che prima o poi, anche senza cercare, troverebbe. Probabilmente è meglio che sappia che voi sapete, forse si muoverà sentendosi un po' più osservato, quindi con più autocontrollo.

Approfondimenti
http://it.wikipedia.org/wiki/File_sharing
 
 
 
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