Computer e minori: cosa possono fare bambini e ragazzi con il computer
Gli educatori, genitori ed insegnanti, conoscono poco i videogiochi, non sanno come orientare i giovani verso un uso intelligente di questi strumenti, ed oscillano tra atteggiamenti di permissivismo totale e politiche di rigido proibizionismo.
Conoscono invece bene i videogioci le case produttrici di software, che sanno bene come orientare il mercato giovanile in direzione dei propri guadagni.
Conoscerli serve non solo a prevenirne danni, ma anche ad aiutare i giovani a sceglierli.
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Cosa troverete in queste pagine
La maggior parte dei bambini e dei ragazzi usa il computer quasi esclusivamente per i videogiochi. L'attività di gioco è diffusissima anche fra gli adulti.
La diffusione del personal computer negli anni '80 la si deve soprattutto al Commodor 64 ed a computer come lui, nati e vissuti in funzione del videogioco. Se non fossero esistiti i videogiochi, la storia della rivoluzione informatica avrebbe avuto un altro corso.
Ormai non è più possibile eliminare i videogiochi dalla cultura giovanile. Ma non è neanche necessario. I videogiochi, come i libri e come i giochi tradizionali, non sono né buoni né cattivi, né educativi né diseducativi, né utili né dannosi. Ce ne sono semplicemente di adatti e non adatti.
Sta agli educatori saper orientare bambini e ragazzi nella scelta dei videogiochi, proprio come avviene per quello che riguarda i libri o i giochi tradizionali.
E' un peccato però che esista un'associazione così forte tra "computer" e "videogiochi".
I videogiochi presentano molti rischi. Il più pericoloso è che tengono lontani bambini e ragazzi da un uso più creativo del computer.
Indipendentemente dalle diverse opinioni che genitori e figli possono avere sui videogiochi, spesso condividono l'opinione che computer e videogiochi siano quasi sinonimi.
E' un'opinione molto sbagliata.
In queste pagine ci sono alcuni suggerimenti per incoraggiarli a dedicare più tempo ad altre attività, cosiddette produttive, che si possono fare con il computer.