Come scegliere i videogiochi adatti a minori, bambini e adolescenti
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Ai genitori spetta la scelta dei videogiochi da permettere e da vietare.
L'idea che il computer, o qualsiasi altro dispositivo di gioco, siano in sé anche dei giocattoli è fuorviante. Il computer è uno strumento che fa funzionare dei giocattoli, ma i giocattoli veri e propri sono i giochi che dal computer vengono resi possibili.
Nei giochi tradizionali, quando un bambino chiede di giocare, spesso il genitore gli chiede "A che cosa?", prima di rispondergli che può farlo.
Non sempre avviene la stessa cosa quando un bambino chiede di giocare con il computer.
Nel campo dei giochi tradizionali è relativamente facile orientarsi. C'è l'esperienza, ma c'è anche che questi giochi sono facilmente osservabili. Si vede subito a cosa i bambini giocano, è facile intuire la presenza di rischi o di elementi diseducativi, anche in un gioco sconosciuto.
I videogiochi funzionano diversamente. L'azione è virtuale, non si vede, si svolge dietro il monitor e dentro la mente di chi ci è seduto davanti.
In queste pagine vengono presentati alcuni strumenti utili ad orientarsi nella scelta dei videogiochi. E' importante che i ragazzi capiscano che scegliere i videogiochi adatti a loro rientra nella giurisdizione dei genitori.
Descrizione ed immagini sono utili a capire il contenuto. Ancora di più lo è l'impostazione grafica generale. Forse è soprattutto questa che aiuta a capire a quale tipo di pubblico si rivolge il prodotto.
Attenzione, non a quale fascia d'età, ma proprio a quale tipo di persone. Da come il gioco viene presentato si capisce se è rivolto a giocatori che cercano emozioni forti, scene raccapriccianti, trame sofisticate...
Informazioni per scegliere videogiochi adatti a minori
Sistemi di classificazione dei videogiochi in base all'età
Esistono e si possono consultare in Rete delle classificazioni che indicano per ciascun videogioco l'età a partire dalla quale possono essere consigliati.
E' consultabile anche in italiano. Si digita il nome del gioco, e vengono visualizzate in maniera concisissima l'età minima consigliata e la natura degli eventuali contenuti inadatti (linguaggio scurrile, contenuti violenti, osceni, ecc.)
Le attribuzioni d'idoneità del PEGI sono discutibili, anche perché ispirate ad eccessiva severità.
Vengono facilmente classificati come contenenti scene di violenza, anche giochi con scene animate di combattimenti non più violenti di quello tra il Principe azzurro ed il drago nel film "La bella addormetata".
Il sistema ERSB dà informazioni anche su libri, film ed altre forme di divertimento o intrattenimento, ospita interventi ed opinioni dei visitatori. Purtroppo è consultabile solo in inglese.
Recensioni di videogiochi
Il limite dei sistemi di classificazione è che aiutano ad escludere ciò che è inadeguato, ma non a scegliere ciò che è più adatto. Sarebbe opportuno invece che i genitori fossero in grado di scegliere i videogiochi in in positivo, in base all'utilità educativa che possono avere per i bambini.
Esistono videogiochi intelligenti, stimolanti, istruttivi, e videogiochi semplicemente stupidi. Non dannosi o diseducativi. Stupidi e basta.
Non ho trovato in Internet siti che recensiscano i videogiochi dal punto di vista dell'educatore, a parte quelli che parlano di giochi didattici. Ma è un'altra categoria.
Non mancano tuttavia recensioni generali fatte dal punto di vista del giocatore. Parlano degli aspetti tecnici: grafica, musica, gioco emozionante, noioso, comandi intuitivi...
Anche queste possono servire a capire qualcosa di più sul gioco: trama, obbiettivi, azioni richieste per raggiungerli, scenario, ambientamento.
Le recensioni possono essere cercate con i tradizionali motori di ricerca.
Siti specializzati danno, oltre le recensioni, anche le "soluzioni" dei giochi. Guidano attraverso il gioco, suggerendo mosse e trucchi per vincere. Questi percorsi guidati offrono panoramiche accurate dei contenuti. Indirettamente danno informazioni non solo sui contenuti inadatti, ma anche sulla presenza di caratteristiche interessanti dal punto di vista educativo.
Anche questo aiuta a capire di che tipo di gioco si tratta.
Sempre per chi conosce l'inglese, Amazon, negozio online, vende anche videogiochi. Nella scheda del prodotto si trovano recensioni fatte dagli acquirenti, che posono contenere informazioni utili dal punto di vista dell'educatore.
I videogiochi più commercializzati hanno quasi tutti un proprio sito ufficiale.
Dalla descrizione che ne dà il produttore, si può capire a chi è indirizzato il gioco, i suoi contenuti, i messaggi che può dare, le abilità che può stimolare, i rischi che può presentare.
Insomma si può capire se si tratta di un videogioco adatto ai ragazzi ed ai minori in generale, oppure se è meglio non darlo nelle mani di bambini o adolescenti.
Su YouTube si trovano molti trailer (filmati) che mostrano videogiochi in azione. Da questi trailer ci si può fare un'idea dei contenuti del gioco.
Sarebbe sbagliato tuttavia giudicare un videogioco solo da qualche immagine.
Come nei film, a volte certe scene sono gratuite, a volte invece sono al loro posto, e non sminuiscono il valore, anche educativo del film.
Pensate ad esempio alle cruentissime e violentissime scene dell sbarco in Normandia nel film "Salvate il soldato Rayan".
Anche i videogiochi vanno giudicati non solo in base alle immagini, ma in base al contenuto generale.
Un videogioco "di guerra" può presentare scene cruente, ma potrebbe anche porre al giocatore delle sfide impegnative sul piano della strategia.
Insomma, roba che sviluppa il QI.
Potrebbe anche dare delle informazioni istruttive dal punto di vista storico, con possibile ricaduta positiva sul rendimento scolastico.
Speriamo.
I ragazzi come fonte d'informazione
Un'ottima fonte d'informazione per sapere se un videogioco è adatto ai ragazzi, sono i ragazzi stessi.
Se volete sapere se il videogioco che i vostri figli chiedono è o non è adatto, chiedete direttamente ai vostri figli di cosa si tratta, com'è fatto, in cosa consiste.
Chiaro che cercheranno di barare, ma se non altro con il tempo e con l'esperienza, cominceranno a capire quali sono le caratteristiche che i genitori disapprovano e quelle che approvano.
Non è scontato che si adeguino, ma cominceranno a guardare ai contenuti dei videogiochi in maniera critica, o se non altro con l'ottica dei genitori.
Va bene anche indagare presso gli amici dei vostri figli o presso i loro genitori.
Contribuirà a diffondere l'idea che i videogiochi, al pari dei giochi tradizionali, sono sotto la giurisdizione dei genitori...
Sulla confezione dei giochi dovrebbe essere indicata l'età consigliata per il prodotto.
Di solito vengono riportati i dati di altri sistemi di classificazione, come il PEGI o l'ESRB, di cui si parla nel paragrafo successivo.
Già è qualcosa, anche se si tratta di un'indicazione ad affidabilità limitata.
La confezione dà inoltre molte informazioni sulla natura del gioco.